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Come Utilizzare il Comando Top su Linux

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Il comando top è stato pensato per aiutare gli utenti ad individuare i processi attivi e quando alcuni applicativi utilizzano la memoria RAM o la CPU di più rispetto a quando dovrebbero.

Il comando top è molto semplice da usare. A video viene generalmente visualizzato un risultato simile a questo:

top – 22:09:08 up 14 min, 1 user, load average: 0.21, 0.23, 0.30
Tasks: 81 total, 1 running, 80 sleeping, 0 stopped, 0 zombie
Cpu(s): 9.5%us, 31.2%sy, 0.0%ni, 27.0%id, 7.6%wa, 1.0%hi, 23.7%si, 0.0%st
Mem: 255592k total, 167568k used, 88024k free, 25068k buffers
Swap: 524280k total, 0k used, 524280k free, 85724k cached

PID USER PR NI VIRT RES SHR S %CPU %MEM TIME+ COMMAND
3166 apache 15 0 29444 6112 1524 S 6.6 2.4 0:00.79 httpd
3161 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.9 2.4 0:00.79 httpd
3164 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.9 2.4 0:00.75 httpd
3169 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.9 2.4 0:00.74 httpd
3163 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.6 2.4 0:00.76 httpd
3165 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.6 2.4 0:00.77 httpd
3167 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.3 2.4 0:00.73 httpd
3162 apache 15 0 29444 6112 1524 S 5.0 2.4 0:00.77 httpd
3407 root 16 0 2188 1012 816 R 1.7 0.4 0:00.51 top
240 root 15 0 0 0 0 S 0.3 0.0 0:00.08 pdflush
501 root 10 -5 0 0 0 S 0.3 0.0 0:01.20 kjournald
2794 root 18 0 12720 1268 560 S 0.3 0.5 0:00.73 pcscd
1 root 15 0 2060 636 544 S 0.0 0.2 0:03.81 init
2 root RT -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 migration/0
3 root 34 19 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 ksoftirqd/0
4 root RT -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 watchdog/0
5 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.07 events/0
La prima linea dall’alto:
top – 22:09:08 up 14 min, 1 user, load average: 0.21, 0.23, 0.30
“22:09:08? indica l’ora corrente; “up 14 min” indica da quanto tempo il sistema è stato avviato; “1 user” quanti utenti sono collegati al sistema; “load average: 0.21, 0.23, 0.30? indica il carico medio del server (1minute, 5 minutes, 15 minutes).
Il carico medio è il risultato di una serie di calcoli per valutare l’utilizzo medio della CPU in un determinato periodo di tempo. Un carico medio pari a 1 significa che la CPU è completamente utilizzata ma i programmi non necessitano di attendere per essere utilizzati. Un carico medio superiore a 1 indica che i programmi dovranno aspettare per essere utilizzati e che il sistema diventerà più lento. Se il carico medio è molto sopra a e il server è molto lento, consigliamo di espandere il servizio e richiederne uno più performante.
La seconda linea dall’alto:
Tasks: 82 total, 1 running, 81 sleeping, 0 stopped, 0 zombie
Mostra il numero dei processi e il loro stato attuale
La terza linea dall’alto:
Cpu(s): 9.5%us, 31.2%sy, 0.0%ni, 27.0%id, 7.6%wa, 1.0%hi, 23.7%si, 0.0%st
Mostra il dettaglio di utilizzo della CPU. “9.5%us” i processi utente occupano il 9.5%; “31.2%sy” i processi di sistema occupano il 31.2%; “27.0%id” la percentuale di CPU disponibile; “7.6%wa” tempo di attesa IO della CPU.
Come prima cosa contrllare il valore del %id per vedere quanta parte di CPU è disponibile. Se il valore di %id è basso allora controllare %us e %wa per capire che occupa la CPU.
La quarta linea dell’alto:
Mem: 255592k total, 167568k used, 88024k free, 25068k buffers
Swap: 524280k total, 0k used, 524280k free, 85724k cached
Mostra l’utilizzo della memoria: “255592k total” è la memoria totale del sistema; “167568K used” è la parte di RAM che contiene dati; “88024k free” è la parte di RAM che non contiene dati; “25068K buffers and 85724k cached” è la parte di RAM che contiene dati per l’IO.
Per calcolare la quantità corretta di memoria disponibile bisogna usare la seguente formula :
memoria libera + (memoria buffers + memoria cached)
88024k + (25068k + 85724k) = 198816k
Per calcolare quanta memoria è usata dai programmi :
memoria usata – (memoria buffers + memoria cached)
167568k – (25068k + 85724k) = 56776k
Top visualizza i processi ordinati sulla base della quantità di CPU che utilizzano in ordine decrescente. I processi vengono indicati con questi dati :
PID USER PR NI VIRT RES SHR S %CPU %MEM TIME+ COMMAND
3166 apache 15 0 29444 6112 1524 S 6.6 2.4 0:00.79 httpd
PID – l’ID del processo
USER – l’utente che ha lanciato il processo
PR – la priorità del processo
NI – l’indice del processo (un valore più alto indica una priorità minore)
VIRT – il valore complessivo di memoria virtuale utilizzata
RES – la dimensione del task residente
SHR – la quantità di memoria condivisa utilizzata
S – stato del task. I valori possibili sono S (sleeping), D (uninterruptible sleep), R (running), Z (zombies), o T (stopped or traced)
%CPU – percentuale di CPU utilizzata
%MEM – percentuale di memoria utilizzata
TIME+ – il tempo totale di CPU utilizzata
COMMAND – comando lanciato

Lavorare con TOP

Ora che abbiamo individuato le informazioni che vengono fornite da TOP possiamo vedere come modificare come queste informazioni vengono visualizzate. Per modificare la visualizzazione basta premere uno di questi tasti :

M – Ordina sulla base della memoria in uso
P – Ordina sulla base della CPU in uso
T – Ordina sulla base del tempo complessivo
z – Cambia colore
k – Chiudi un processo
q – Esci
Ad esempio per eliminare il processo con un PID = 3161, premere “k” e quindi inserire il numero di PID : 3161.

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Come Impostare Fuso Orario Linux

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Quando si imposta il fuso orario del server, può essere meglio impostarlo per il fuso orario in cui è installato il server. Se non sei sicuro quale fuso orario sia il migliore, utilizzare il tempo universale coordinato o UTC (noto anche come Greenwich Meridian Time).

Verificare il fuso orario

Collegatevi come root, controllate il fuso orario attualmente in uso sulla vostra macchina eseguendo il comando `date`. Vedrete qualcosa come mon 17 gennaio 2005 12:15:08 CET, il PST in questo caso è il fuso orario corrente.

Cambiare il fuso orario

Entrare nella directory /usr/share/zoneinfo dove troverete un elenco di regioni. Scegliete la regione più appropriata, se si vive in Canada o negli Stati Uniti questa è la directory “America”.

Se lo si desidera, eseguire il backup della configurazione del precedente fuso orario copiandolo in una posizione diversa. Ad esempio:

mv /etc/localtime /etc/localtime-old
Creare un collegamento simbolico per il fuso orario appropriato ad /etc/localtime

ln -sf /usr/share/zoneinfo/Europe/Amsterdam /etc/localtime
Se avete l’utilità rdate, aggiornare l’ora corrente del sistema, eseguendo

/usr/bin/rdate -s time-a.nist.gov
Impostate il clock hardware eseguendo:

/sbin/hwclock –systohc
Cambiare il fuso orario in Debian o Ubuntu Linux

Per cambiare il fuso orario in sistemi Debian o Ubuntu eseguire il seguente comando e rispondere alle domande che vi verranno proposte:

dpkg-reconfigure tzdata

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Come Regolare Funzioni del Mouse

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Lavori molte ore di seguito al computer ed hai bisogno di non perdere neppure un attimo di tempo? Hai bisogno di un programma che ti aiuti a rendere più performante il tuo mouse e tutte le azioni ad esso correlate? Leggi questa guida e scopri come fare.

Prima di iniziare, è importante precisare che in questa guida facciamo riferimento ai normali mouse. I mouse da gioco vengono venduti con programmi specifici per la gestione delle varie funzionalità e bisogna fare riferimento a quelli. Per dettagli su questi dispositivi è possibile vedere questa guida sui mouse gaming su Sceltatech.com.

Per iniziare dovrai installare il programma Tweak UI, un piccolo software dalle mille potenzialità. Una volta terminata la procedura di installazione apri Tweak e nel menu a sinistra clicca sull’opzione Mouse. Nella parte destra della schermata, alla sezione Speed puoi cambiare la velocità di apertura del menu Start e degli altri menu a cascata.

Per farlo ti basterà trascinare il regolatore, tenendolo fermo con il pulsante sinistro del mouse, in prossimità della scritta Fast. Al contrario, se vuoi diminuire la velocità di apertura dei menu, dovrai effettuare l’azione opposta e spostare il regolatore alla tua destra. Per una velocità moderata lascia il regolatore esattamente al centro.

Per aumentare la velocità del doppio click e quindi per aprire file e cartelle con una velocità superiore, modifica il valore contenuto nel riquadro Double Click. Più aumenti il valore maggiore sarà la sensibilità del doppio click. Inoltre se ti capita spesso di trascinare le icone involontariamente, puoi risolvere il problema aumentando la sensibilità di trascinamento all’interno del riquadro Drag.

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Come Gestire Utenti Linux

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Se un computer può far girare più programmi contemporaneamente, allora può anche accettare comandi da più utenti contemporaneamente: in effetti dal multitasking alla multiutenza o timesharing il passo è tecnicamente molto breve, ma fa sorgere una serie di nuovi problemi dal punto di vista della sicurezza dei sistemi operativi: come distinguere i vari utenti tra loro, come accertarsi che nessun utente possa causare danni agli altri o alla macchina che sta usando. Questi problemi di sicurezza informatica si risolvono assegnando un account univoco per ciascun utente, assegnando un proprietario ai file ed ai programmi e gestendo un sistema di permessi per l’accesso ad essi, e prevedendo una gerarchia di utenti (cioè di account) per cui il sistema rifiuterà tutti i comandi potenzialmente “pericolosi” e li accetterà soltanto se impartiti da un utente in cima alla gerarchia, che è l’amministratore del sistema (generalmente l’account root nei sistemi Unix, Administrator nei sistemi Windows).

User file

Tutti i dati di utenti sono memorizzati in / etc / passwd. Ad esempio, un utente “fred”, che è stato aggiunto come utente del gruppo 200 e 100 è dotato di una voce che potrebbe essere simile a questa:

fred:x:200:100:Fred Smith:/home/fred:/bin/bash
username:password:userID:groupID:realname:homedirectory:shell

L’ID utente (o UID) è un numero unico che differenzia un utente da qualsiasi altro utente. Il gruppo ID (GID) determina la categoria di utenza primario che l’utente è. I gruppi possono essere nominati come “personale”, “studente”, “engineering”, “ricerca”, o qualsiasi altro termine descrittivo che può essere usata per dividere gli utenti in modo significativo.

L’UID e GID sono spesso trasparenti, e vengono assegnati automaticamente in sequenza dal programma di creazione dell’account. Così, l’utente dopo ha aggiunto “Fred” avrà un UID di 201. Alcune distribuzioni di Linux assegnare a tutti gli utenti a un gruppo specifico chiamato “utente”. Altri, come Red Hat, assegna gli utenti ad un proprio gruppo unico, il che significa che l’UID e GID di solito sono identici e per questo a volte, per chi è nuovo di Linux, non è chiaro il motivo per cui questo numero unico si trova ripetuta per ogni utente vengono effettivamente identificatori separati.

Group file

Tutti i dettagli dei gruppi sono memorizzate in / etc / group. Il “group file” elenca tutti i gruppi disponibili. Così, nel nostro esempio precedente, fred apparteneva al gruppo 100 significa che ci dovrà essere una voce corrispondente in un file chiamato / etc / group che dà il nome del gruppo 100. Una voce gruppo può assomigliare a questo:

groupname:password:groupID:users
In genere, solo alcuni dei campi sono usati, per esempio:

users::100:
In questo caso, il gruppo con GID 100 è conosciuto come “utenti”. Chiunque è esplicitamente assegnato ad un gruppo in / etc / passwd non devono essere elencati in / etc / group per quel gruppo stesso. Tuttavia, è possibile utilizzare / etc / group per consentire a un utente di appartenere a più gruppi contemporaneamente. Puoi aggiungere più utenti a un gruppo in / etc / group, separando i loro nomi con una virgola

Creare un nuovo account

Linux fornisce un comando chiamato useradd che automatizza l’intero processo di aggiunta di un nuovo utente che si riferisconoad uno specifico gruppo e password. useradd aggiunge le voci relative al file / etc / passwd, / etc / shadow e / etc / group, e creerà unadirectory con i permessi impostati correttamente. Il programma useradd prenderà anche i file da una cartella / etc / skel e copierà questi nella nuova directory. Quindi, qualsiasi file di apaprtenenza al nuovo utente – come file di login per impostare le variabili d’ambiente – verrà istituito in quella cartella. Naturalmente, se si vuole limitare l’accesso dell’utente sul sistema, quindi non si deve dare loro un accesso shell – ma piuttosto qualcosa come / bin / false – e forse nemmeno una home directory valida. È possibile impostare la directory home in / tmp o qualche altra zona in comune con dati non importanti.

Rimuovere un account

Linux fornisce un comando chiamato userdel che può essere utilizzato per automatizzare i processi di rimozione di un account. Si usa, specificando il nome utente che si desidera rimuovere, e un flag di opzione-r se si desidera rimuovere anche la directory home. Tuttavia, anche dopo questo, ci possono essere ancora altri file nel sistema che appartengono al UID dell’utente appena cancelalto, come e-mail in / var / mail o file temporanei in / tmp. Il comando userdel non rimuove questi o per cercare loro. Individuare questi file e consultarli.

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Come Installare e Configurare OpenVPN

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Per gli utenti che necessitano di accedere da remoto in sicurezza ai propri dati solitamente vengono create sessioni RCP su HTTPS o altri strumenti simili. Uno di questi tool OpenVPN è un’applicazione molto conveniente e affidabile. Questa guida vi aiuta nella sua configurazione.

Installare su Debian o Ubuntu

apt-get install openvpn bridge-utils
Installare su CentOS

yum install openvpn
Configurare OpenVPN

cd /etc/openvpn/
cp -R /usr/share/doc/openvpn-2.0.9/easy-rsa/ /etc/openvpn/
cd /etc/openvpn/easy-rsa/2.0/
. ../vars
chmod +rwx *
./clean-all
Modificare il file di configurazione di seguito indicato sulla base delle vostre esigenze. Non dimenticare di compilare correttamente KEY_COUNTRY, KEY_PROVINCE, KEY_CITY, KEY_ORG e KEY_EMAIL
source ./vars
vi ../vars
Generare il certificato CA:
./build-ca
Generare il file server.key:
source ./vars
./clean-all
./build-ca
./build-key-server server
Ora abbiamo bisogno di modificare i file di configurazione di OpenVPN
vi /etc/openvpn/openvpn.conf
Per collegamenti Internet non performanti il protocollo UDP è più veloce :
port 1723 # (1194 is the default but on some APN networks this is blocked)
proto tcp
dev tun
ca ca.crt
cert server.crt
key server.key
dh dh1024.pem
server 172.16.0.0 255.255.255.0
push “dhcp-option DNS 192.168.168.1”
push “dhcp-option DNS 168.210.2.2”
#push “dhcp-option WINS 192.168.1.2”
push “route 192.168.168.0 255.255.255.0″
ifconfig-pool-persist ipp.txt
keepalive 10 120
comp-lzo
user nobody
group users
persist-key
persist-tun
status openvpn-status.log
verb 3
client-to-client
duplicate-cn # this means several users can use the same key
Assicurarsi che sia impostata la partenza automatica al riavvio
cp keys/{ca.crt,ca.key,server.crt,server.key} /etc/openvpn/
./build-dh (builds the dh1024)
cp keys/dh1024.pem /etc/openvpn/
/etc/init.d/openvpn start
chkconfig –list | grep vpn
Ripetere per ogni client
./build-key
cd keys/
zip keys.zip ca.crt ca.key .crt .csr .key
yum install -y nail
nail -s Keys” -a keys.zip me@example.com
netstat -ntpl | grep 1723
Ora il tuo server OpenVPN è installato e pronto ad essere utilizzato

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